LA DISPERECEZIONE CORPOREA – GIORGIA BELLINI
Home DCA LA DISPERECEZIONE CORPOREA

LA DISPERECEZIONE CORPOREA

by GIORGIA BELLINI

La dispercezione corporea è una distorsione percettiva che conduce le persone con disturbi alimentari ad avere una visione alterata (per dimensioni e sensazioni somatiche) del proprio corpo rispetto a come questo è nella realtà. È presente nell’anoressia nervosa e nella bulimia, mentre è assente nel disturbo da alimentazione incontrollata.

Il percepirsi diversi da quelli che veramente si è non è un capriccio, un volersi sentire dire che si è comunque belle o un bisogno di rassicurazione ma è qualcosa di reale. Ci si misura, si stringono le mani intorno alle gambe e ci si tocca le gambe e la pancia, si nasconde il proprio corpo con abiti più grandi.

La Dispercezione Corporea è un fattore di rischio, di mantenimento, di ricaduta nei disturbi alimentari. E per questo non va sottovalutata.

La dispercezione corporea è uno dei primi sintomi a comparire e l’ultimo a scomparire e costituisce uno dei nuclei psicopatologici più dolorosi e resistenti alle terapie. La percezione che la persona ha del proprio aspetto ovvero il modo in cui nella sua mente si è formata l’idea del suo corpo e delle sue forme, sembrano influenzare la sua vita più della sua immagine reale. Spesso chi soffre di anoressia non riesce a giudicare il proprio corpo in modo obiettivo; l’immagine che rimanda lo specchio è ai loro occhi quella di una ragazza coi fianchi troppo larghi, con le cosce troppo grosse e con la pancia troppo “grande”, non riuscendo a vedere un’immagine veritiera di sé. È come se per un certo periodo il cervello diventasse“cieco” per quanto riguarda la percezione della propria immagine corporea.

Ricerche scientifiche hanno mostrato come la malnutrizione prolungata possa aggravare questa alterazione. Ciò significa che, paradossalmente, più il peso scende e più la dispercezione aumenta e la persona ha una immagine di sé sempre più alterata.

Quale tipo di approccio terapeutico viene utilizzato per trattare questo disturbo?

La dispercezione corporea è sempre connessa ad un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, pertanto è consigliabile trattare questo tipo di problema con un supporto terapeutico integrato. È fondamentale la presenza di professionisti esperti del settore quali psicologo, nutrizionista e psichiatra, pronti a lavorare in sinergia per sostenere la persona che vive questo disagio.

Nello specifico però, oggi si lavora molto anche direttamente sull’immagine corporea con diverse tecniche molto efficaci. Una di queste è la terapia dello specchio, che consiste in un’esposizione alla propria immagine allo specchio. Tale pratica si svolge in sette sedute e viene guidata da uno psicologo esperto.

Un’altra tecnica è la video-confrontation: il paziente analizza un proprio video insieme ad uno psicologo esperto. Il fine è proprio quello di riappropriarsi di una corretta conoscenza somatica e di riflettere sul ruolo del corpo nella propria vita, evitando di guardarlo con emozioni negative e di rifiuto.

LA MIA ESPERIENZA:

Quando stavo male mi ricordo che chiedevo di farmi foto solo fino al busto perchè non riuscivo a vedere le mie gambe, le vedevo enormi. Eppure…guarda questa foto qui sotto. Ti sembra che avevo le gambe così “enormi”? NO. Era il disturbo alimentare che mi faceva immaginare nella testa un realtà diversa.

Sentivo che il mio corpo era diviso in pezzi, percepivo le gambe come non mie, la pancia troppo gonfia, il naso troppo grande, i polpacci troppo grossi, le braccia troppo grandi per una canottiera, le toccavo e sentivo che erano enormi. Sentivo che quei pezzi del corpo non erano miei, non mi appartenevano.

Poi ad un certo punto ho unito tutti i pezzi e sono dieventati un TUTT UNO.

Tu non sei le tue gambe, i tuoi fianchi, il tuo naso, la tua pancia.

Tu sei TUTTO. Con dei bei pezzi non ci fai niente, quello che conta in una persona è quello che ha nel CUORE e nella TESTA.

Chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta non è segno di debolezza, ma di forza.

0 Commenti

You may also like