COSA É PER ME IL CIBO? – GIORGIA BELLINI
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COSA É PER ME IL CIBO?

by GIORGIA BELLINI

Il cibo è stato per tanti anni una cascata di emozioni negative…potrei dire una grande “FAME INSAZIABILE”.

Avete presente quando aprite lo scaffale della cucina, velocemente e con la mamma afferrate quel pacco di biscotti e dopo due minuti vi accorgete, a volte senza esservi rese conto, di ver finito l’intera confezione?

Ecco per me quel era la “FAME INSAZIABILE”.

Ma era anche quando volevo un abbraccio da qualcuno e non lo ricevevo. E allora me la prendevo con me stessa. Poi era quando calavo di peso ma più i chili scendevano e meno mi sentivo “sazia” del mio corpo.

“Fame insaziabile” era quando quelle volte che ricevevo amore dal mio fidanzato ma mi sentivo sempre incontenibile.

“Fame saziante” era quando a scuola se non ero la più brava della classe e non prendevo il massimo dei voti mi sentivo di deludere le aspettative che gli altri avevano su di me.

E se fossi stata io ad essere sempre insoddisfatta e insaziabile? E non gli altri?

Questa sensazione è solo la storia di una ragazza simile alle storie di un milione di altre ragazze.

Tutte le volte che mi sentivo insaziabile il cibo assumeva un significato.

Se ero triste e nervosa i biscotti o la pizza servivano a colmare quel grande vuoto.

VOGLIO DIRVI UNA COSA CHE HO IMPARATO:

Pensare troppo ti porta a vivere male. Ti rinchiudi nella tua mente dimenticando che la vita non è lì dentro ma qua fuori.

Se ti rinchiudi nella tua mente e ti dimentichi di vivere qui fuori nel presente, inizi a soffrire.

“Troppa teoria”, tipico di chi pensa troppo.

Ero una pessimista. Pensavo solo alle cose negative mi convincevo che tanto ormai sarei stata sempre malata di bulimia.

E se invece andasse maledettamente bene? Se io posso riuscire a guarire?

Ero stufa di vivere in quel modo. Tutti i miei pensieri negativi li sfociavo sul cibo, i biscotti per colmare il vuoto, il dolce per sentirmi appagata, la pizza per non essere giudicata, le merendine per nascondermi dagli altri.

E poi?

E poi mi sentiva insaziata e avrei continuato per ora a abbuffarmi con il cibo.

PERCHE IL CIBO? ERA IL PROBLEMA IL CIBO?

No. Con il tempo ho capito che quello che dovevo risolvere non erano le abbuffate… O meglio, certo che dovevo smetterla di abbuffarmi e poi vomitare ma quello che avevo capito era che mi sentivo insaziabile dalla vita e il cibo era solo un mezzo per colmare quel mio problema.

Era un mezzo alla noia, all’ansia, al nervoso, al non amore, al vuoto, alla sofferenza.

E quando capii che il problema non era il cibo ma dentro di me, chiesi aiuto.

PERCHE DOVEVO VERGOGNARMI DI CHIEDERE AIUTO?

Gli altri sanno come ci si sente quando ti ritrovi il pomeriggio chiusa in camera a piangere contro un cuscino per non farti sentire? No. Nessuno può saperlo.

Ma non è questo il problema da risolvere, l’unica cosa che puoi fare è ammettere a te stessa che non è la bilancia il problema ma ben altro. E poi chiedere aiuto.

Reagire. Combattere. Vivere.

Quando capisci che il nemico non è il cibo inizi ad assaporarlo in maniera diversa.

Assume un altro significato.

IL CIBO É CONDIVISIONE.

IL CIBO É AMORE.

IL CIBO É FAMIGLIA.

IL CIBO É GUARIGIONE.

IL CIBO É EMOZIONI.

IL CIBO É SORRISI.

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